Impianti
I ponti e le protesi tradizionali che rimpiazzano i denti tradizionali possono danneggiare la mascella e i denti vicini. Infatti la struttura dell’osso rimane preservata solo se è naturalmente fissata. Questo avviene attraverso la radice con la quale i denti sono fissati all’osso. Le radici dentali possono essere immaginate come profonde radici di alberi o colonne portanti di ponti. Se la radice viene a mancare, la mascella non è abbastanza lunga da supportare il dente e si ritira lentamente.
Molti problemi possono essere evitati con gli impianti. Quindi, non deve sorprendere se milioni di impianti vengono inseriti ogni anno in tutto il mondo, da un dente singolo a un’intera arcata. La domanda per questa forma di trattamento, che è nata circa trent’anni fa, sta aumentando continuamente. Sebbene gli impianti siano inizialmente più costosi, alla lunga rappresentano la soluzione più economica rispetto alle corone o ai ponti.
Gli impianti dentali sono la soluzione più diffusa in mancanza di denti. La vite in titanio rimpiazza la vecchia radice e una corona dall’aspetto naturale è attaccata perfettamente al posto del dente mancante. A differenza del ponte, l’impianto non danneggia i denti vicini. Integrato direttamente nella mascella, l’impianto evita problemi alla gengiva e la perdita dell’osso, problemi che invece possono verificarsi alla costruzione di un ponte o una dentiera.
Impianto per un dente singolo
Se manca un singolo dente, un impianto e una corona possono sostituirlo. Un impianto dentale rimpiazza sia il dente naturale perso sia la radice.
Impianto per più denti
Se mancano più denti, l’impianto con ponti di supporto può rimpiazzarli. Gli impianti rimpiazzeranno sia i denti persi sia le radici.
Impianto per tutti i denti
Se mancano tutti i denti, un impianto con un ponte completo di supporto o una dentiera completa può rimpiazzarli. Gli impianti sostituiranno i denti persi e le radici.
Quali sono i vantaggi di un impianto?
Gli impianti hanno numerosi vantaggi rispetto alle altre opzioni per rimpiazzare i denti mancanti. Intanto oltre a essere uguali ai denti naturali nell’aspetto e nella funzionalità, gli impianti rimpiazzano i denti mancanti senza sacrificare il buono stato dei denti vicini. L’altro trattamento per la sostituzione di denti è il ponte fisso che richiede ai denti adiacenti di essere fissati alla base per supportare il ponte incrementato.
Gli impianti per la perdita completa dei denti, gli impianti con ponti o dentiere complete di supporto sono più confortevoli e stabili delle dentiere convenzionali, permettendo di conservare una masticazione naturale. In più, poiché gli impianti rimpiazzano le radici mancanti, anche l’osso si preserva meglio.
La mancanza dell’osso che accompagna le tradizionali dentiere porta al distanziamento della mascella e a un sorriso forzato.
Come sono inseriti gli impianti?
Generalmente c’è bisogno di due viaggi in Ungheria per completare l’impianto.
Il primo viaggio serve per inserire l’impianto, cioè una vite nella mascella. Questo in anestesia locale ( l’anestesia generale o sedativa è consigliata per pazienti particolarmente nervosi). Entro un periodo di 2-4 mesi, l’impianto e l’osso devono potersi unire. Durante questo periodo un ponte temporaneo verrà costruito affinché il paziente possa tornare a casa con un nuovo sorriso.
Il secondo viaggio servirà per inserire le corone o il ponte. Dopo un breve periodo, il paziente riprenderà confidenza con la sua bocca, riprenderà a masticare e parlare normalmente e avrà un nuovo sorriso. Per creare le corone, dopo le impronte dentali, serve generalmente una settimana. In questo tempo si può restare a Budapest o visitare altre parti dell’Ungheria. In alternativa il paziente può anche decidere di fare due brevi viaggi di una notte a inizio e fine settimana.
Innesto osseo
La chiave di un buon impianto sta nella qualità e nella quantità di osso nella zona dove l’impianto viene inserito.
La mascella superiore nella parte finale è tradizionalmente la parte più difficile dove operare per un’insufficiente quantità e qualità della stessa mascella in prossimità del setto nasale. Se si perde l’osso in quella zona la causa è una malattia periodontale o la mancanza dei denti. L’innesto osseo può aiutare a correggere questo problema aumentando la quantità di osso. Una semplice tecnica per far ciò consiste nel riempire parte della cavità orale con materiale biocompatibile ristrutturante osseo. Questo flacone ristrutturante dà maggior densità e forza all’area permettendo così l’innesto dell’impianto. Questo, inoltre, permetterà la rigenerazione del tessuto osseo mancante.
In altre parole durante la prima visita, al paziente verrá inserito l’impianto o gli impianti necessari e verrà, in mancanza dell’osso, riempita la zona con questo materiale biocompatibile ristrutturante; poi dopo i tre quattro mesi necessari affinché l’osso si rigeneri, il paziente tornerà per completare il lavoro con le corone in ceramica.
Procedimento
Un tipico impianto consiste in una vite in titanio, a superficie dura. Questa viene trattata sia con spray al plasma sia con incisione a getto di sabbia per incrementare il potenziale dell’impianto.
Nella mascella (senza denti), un foro pilota è inserito nell’osso, in modo da evitare complicazioni ( in particolare il nervo inferiore alveolare nella mandibola).
Controindicazioni
Non esistono controindicazioni all’impianto, comunque ci sono certe considerazioni metodiche, comportamentali e anatomiche che devono essere valutate.
Un diabete di secondo grado è una controindicazione significativa in conseguenza del fatto che la guarigione, che segue ogni tipo di intervento chirurgico, viene ritardata dalla scarsa circolazione sanguigna. Le considerazioni anatomiche riguardano il volume ed il peso dell’osso disponibile. Spesso una procedure ausiliaria conosciuta come innesto osseo, è necessaria per la calcificazione ossea per successivi impianti.
Ci sono nuove informazioni circa un prodotto bisphosphonates (che viene somministrata in caso di osteoporosi e certe forme di cancro al seno) che mette il paziente ad alto rischio di sviluppare una sindrome di guarigione ritardata chiamata osteonecrosi. Gli impianti non sono indicati per pazienti che fanno uso di questa medicina.
La bricomania (triturazione) è un’altra controindicazione. Le forze causate dalla triturazione sono particolarmente deleterie durante la guarigione dell’osso. Micromovimenti nel posizionamento dell’impianto sono associati ad un alto tasso di fallimento dello stesso. I denti naturali possiedono un legamento parodontale che permette di assorbire lo shock causato da forze orizzontali e verticali. Una volta sostituito da impianti dentali questo legamento viene meno e i denti sono strettamente fissati nella mascella. Questo problema può essere eliminato o quantomeno minimizzato dall’uso di un apparecchio particolare durante la notte.
